Nella transizione dell'attività
associativa della ANMIC a nuovi profili di programma, definiti nell'Assise Congressuale
del luglio 1996, dalla fase rivendicativa del diritto di cittadinanza dell'invalido,
conseguita a pieno titolo, ha ora rilevanza l'impegno alla sollecitazione della
integrazione civica del disabile, del vissuto d'un handicap, d'uno svantaggio sociale. e
dell'impegno assume importanza primaria il sostegno da dare a questa "persona"
che, al di là del recupero attitudinale, lo psico-fisico-motorio, già da tempo avviato
dalla ANMIC, la si possa portare ad una propria individualità, a capacità di operare.
Va riproposta l'esigenza di provocare nuove
opportunità, realizzare le condizioni di un possibile inserimento in attività di lavoro
da appropriato intervento conoscitivo-formativo, nella finalità di realizzare, per il
disabile, situazioni di autonomia.
Come urgente, indifferibile, è la modifica
dello status attuale del collocamento, specie della legge 482, della quale se ne impone la
modifica della normativa, il superamento che, per essere impositiva, numerica, è
categoriale, perciò inadeguata, e contraria ad un inserimento mirato.
E perché l'avvio ad un lavoro non resti mero
atto formale, burocratico, ma vada rivolto alle attitudinalità e capacità acquisite dal
soggetto invalido, lo svantaggiato, e nella finalità concettuale sia sorretto sia
sorretto da un orientamento conoscitivo, da un'azione formativa professionale, che lo
consenta. Da questo indirizzo trarrà vantaggio l'interessato, ma anche il datore di
lavoro, la impresa, il singolo operatore od altra Entità produttiva diversa, per
l'utilizzo di capacità operative nuove, fuori dai canoni della obbligatorietà
occupazionale, d'un generico avvio, motivate da volontà e desiderio di realizzazione di
una personale identità che diverranno spinte emulative ad un miglior profitto del lavoro
stesso.
Su tale avance programmatica, nella transizione
dell'attività associativa cui si è fatto cenno, la ANMIC ha posto la determinazione di
costituire, per unanime deliberato del Comitato Centrale - l'IS:FOR.D.D., Istituto di
Formazione per Disabili e Disadattati Sociali, assumendo, per suo tramite, il carico di
una attività formativa professionale specifica, diretta a superare le difficoltà proprie
dell'invalido e del disadattato per porli nella condizione di una integrazione nella
realtà civica e sociale, nell'ambiente in cui "questa persona", per lo status
del diritto di parità raggiunto, possa convivere.
L'Atto Costitutivo della IS.FOR.D.D. indica fasi
e caratteristiche, modalità e momenti del processo formativo, con riferimento alle
occasionalità da ricercare in un partenariato sul territorio in collaborazione con le
Istituzioni, le imprese, singoli operatori, le realtà associative e della cooperazione.
E in un partenariato transnazionale sarà il
riferimento per l'acquisizione di modelli e tecniche innovative sulla metodologia
formativa, sia sui soggetti cui è riferito il progetto, ma anche per addetti ad
interventi di recupero e sostegno di attitudinalità dei parzialmente dotati, dei soggetti
più gravi, e per le attività previste dall'Istituto nelle sue articolazioni Statutarie,
Centrali, Regionali e Provinciali.
Tutto ciò, adeguando l'impegno formativo alla
nuova concettualità propositiva della ANMIC, nel determinare una presenza attiva della
persona in difficoltà, dell'invalido nelle mutazioni sociali-economiche dei nuovi
equilibri in corso.
E fermo restando il proposito di attenzione alle
progettualità e programmi Congressuali, la ANMIC confida negli apporti di quanti,
ritenendo valido l'impegno dell'IS.FOR.D.D., lo sosterranno.
comm. Alvido Lambrilli
(Presidente Nazionale ANMIC) |
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